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La storia di Falco - Aggiornamento 20 Aprile 2005Falco Pastore Tedesco

Il nostro Falco, colpito da una maledetta, improvvisa malattia, in poche ore se ne è andato. Ci lascia un vuoto enorme. Ci lascia la consapevolezza che, per quanti progetti noi facciamo, poi è spesso il destino a decidere. Siamo ancora senza parole. Ma ringraziamo, per i giocosi e sereni otto mesi di vita che Falco ha avuto con noi, il Sindaco della nostra città che gli ha permesso di viverli questi otto mesi. A lui i nostri ringraziamenti e la nostra sincera stima. Falco lascia in noi e nella sua educatrice, Nadia Sampaolesi, un vuoto incredibile, profondo. Avevamo chiesto fondi, per il progetto Falco. Non abbiamo ricevuto versamenti con questa causale, ma se ne arrivassero in questi giorni, sarà nostra premura rimandarli al mittente.



Il saluto di Wilma a Falco

Era una calda e bella giornata di agosto quel giorno che ci portarono Falco. Per lui la cattura è stata più traumatica che per gli altri cani, sembrava indomabile, ringhiava e temeva chissà cosa, ci è voluta l’esperienza degli addetti e tanta pazienza per metterlo nel box.
Per diversi giorni non è uscito dal box, e mentre studiavamo come gestirlo cercavo di avere contatti attraverso la grata, mi facevo annusare, rimanevo indifferente al suo ringhiare, e gli dicevo che era bello, perché Falco si era bello, un bel cane maschio di pastore tedesco.
Era talmente bello che quando venivano delle persone per adottare un cane lui era il richiesto, ma poi si accorgevano che era anche aggressivo, che sembrava aggressivo, e noi certo non lo avremmo affidato così.
Con il tempo aveva imparato ad uscire e rientrare dentro il box con un premio, avevo provato ad accarezzarlo sulla testa ma con un ringhio mi faceva capire che non voleva, non capiva cos’era una carezza, dagli umani aveva avuto probabilmente solo violenza.
Io avevo imparato a rispettare lui e lui rispettava me, aveva imparato che fuori dal box era al sicuro e ricordo ancora le sue corse serene sul prato, stava cominciando a capire cosa vuol dire essere felici.
Ogni giorno faceva un passettino in più per avere fiducia, ed i progressi erano visibili. Alla fine era lui che cercava il mio contatto, a volte mi urtava per cercarmi, ed io ero riuscita ad accarezzarlo di lato sul collo, ma sapevo che per ora non mi avrebbe permesso di più, anche se tra di noi c’era una comunicazione speciale.
Ormai la mattina quando arrivavo riconosceva la macchina e da lontano scodinzolava ed abbaiava, cominciava ad essere geloso, anche quando facevo uscire gli altri cani, ed abbaiava. Abbaiava con quella sua voce inconfondibile, con aria fiera e dominante.
Quando volevo farlo rientrare lo chiamavo “Falco? Andiamo a prendere la ciccia?” E lui veniva subito, e mentre gli facevo i complimenti e prendevo il bocconcino di carne faceva dei veri salti di gioia, poi andava dentro il box ed aspettava che gli tirassi i bocconcini. Lui sapeva che era un gioco e immancabilmente li prendeva al volo. Poi, soddisfatto, si sdraiava a riposare.
Ora il suo box è vuoto. Ora non lo vedo più correre. Mi manca. Mi manca e mi mancherà sempre.


Nadia, l'educatrice di Falco durante questi mesi.

Scusate lo sfogo personale ma..........Falco è morto.
Il pastore tedesco cattivo del canile è morto........perchè questo è quello che ogni persona che abbia visitato il nostro canile o che abbia sentito parlare di lui pensa. Che Falco fosse cattivo. Ve lo racconto io Falco, era molto cattivo quando usciva dal box ed iniziava a correre per tutto il canile, felice di essere lì, e questa sua felicità in canile mi fa pensare molto sullo stato della sua vita condotta prima di arrivare da noi; era molto cattivo la mattina quando, arrivando in canile con la macchina, nel vedermi iniziava a piangere, era molto cattivo quando veniva nell'ufficio e si strusciava sulle nostre gambe come un gatto, era molto cattivo quella mattina che mi cadde a terra una caramella ed inizio' a giocarci come un cucciolo, era molto cattivo quando, dopo avergli insegnato il seduto, ogni volta che passavo davanti al suo box lo eseguiva alla perfezione, cercando di corrompermi per farlo uscire, era molto cattivo quando tirandogli dei pezzi di carne saltava in aria per prenderla al volo. Falco non era un cane facile da gestire. Aveva paura e non conosceva molti modi per difendersi. Ma da quando lo conosco solo oggi ho pensato che fosse veramente cattivo: perchè è morto. E sto continuando a ripetere la parola cattivo e morto perchè sto cercando di levargli il significato orribile che hanno. Chissà se vale anche per i cani il detto che se ne vanno sempre prima i migliori.
Spero che Falco, Hakkinen, Amelia e tutti gli altri abbiano apprezzato il nostro impegno e che ci aiutino ad andare avanti per quelli che rimangono, ricordandoci sempre dei tanti che abbiamo salvato ed affidato.Spero che i vostri cani sappiano quanto sono fortunati, spero che nella vostra vita troviate il coraggio di andare almeno una volta in un canile.
Infine vorrei ringraziare alcune persone che volontariamente o involontariamente hanno aiutato Falco in questi mesi ad avere una vita migliore:
-in primo luogo il Sindaco di Civitanova che con il suo intervento ci ha permesso di tenere Falco con noi fino ad oggi: GRAZIE
- l'Associazione Io non ti abbandono che mi ha dato fiducia quando mi sono proposta di aiutarlo, anche se né io né loro abbiamo potuto sconfiggere la morte.
- Riccardo perchè ha contribuito ad insegnarmi quel poco che so sui cani e che ho poi applicato su Falco
- Gianluca che è venuto piu' volte a vederlo per darmi consigli e mi ha sopportata quando gli parlavo ininterrottamente di lui
- Luca che ha accompagnato quella favolosa ragazza che ha adottato Yolanda portando un piccolo raggio di sole nella terribile giornata di oggi
- Woopy e Otello che mi hanno scodinzolato appena sono tornata a casa

INFINE RINGRAZIO FALCO PERCHE’ SE STO PROVANDO A FARE QUESTO MESTIERE E’ ANCHE GRAZIE A LUI!

NADIA SAMPAOLESI


Civitanova, inverno 2005

La nostra Associazione, in collaborazione con il centro cinofilo La Cuccia di Ancona, sta portando avanti un importante progetto di terapia comportamentale per il recupero di un cane problematico nel rapporto con l'uomo. Pubblichiamo qui di seguito i dettagli, augurandoci che tale iniziativa possa essere di esempio per altri canili in Italia.

Falco, così lo abbiamo chiamato, è arrivato da noi all’improvviso.
Subito ci è stato chiaro che, nel rapporto con l’uomo, Falco era molto confuso e titubante. Rifiutava e aveva paura di farsi toccare, rispondeva con segnali aggressivi ai nostri tentativi di avvicinamento e in generale era pervaso da una tale diffidenza da farne un’isola difesa da scogliere (perdonate la descrizione, ma qui c’è il mare, e questo è il paragone che cui è venuto, senza retorica, spontaneo).
O se preferiamo, aveva alzato tali difese ed era talmente confuso da farne un candidato per il canile a vita.
Da subito ha dimostrato anche una notevole intelligenza e abbiamo deciso di aiutarlo in ogni modo a ritrovare un rapporto con l’uomo, ma soprattutto a ritrovare se stesso, a non sentirsi turbato dal suo rapporto con noi, a reggerlo, a interagire con spontanea serenità, ad accettare di venire supportato, a stabilire fiducia, insomma.
Abbiamo, a tal fine, contattato il centro cinofilo La Cuccia di Ancona e consultato alcuni dei veterinari che seguono spesso i nostri ospiti. All’inizio non è stato facile per noi, abbiamo dovuto, per prima cosa, imparare a descrivere con chiarezza e il più obiettivamente possibile il suo comportamento e le sue reazioni ai vari stimoli. Nel frattempo lo abbiamo osservato attentamente anche per stabilire a quali nostri (a volte minimi) comportamenti reagisse e come, e anche per stabilire con chi e perché di noi pareva destinato ad avere un rapporto spontaneo migliore.
Da queste attente e costanti osservazioni siamo partiti, quindi.
Qui riportiamo alcuni dei passi che Falco sta compiendo insieme a noi e insieme alla sua educatrice cinofila, Nadia Sanpaolesi.

Resoconto dell'educatrice cinofila che sta attualmente seguendo Falco, Nadia Sanpaolesi, nostra associata del Gruppo di Educazione Cinofilo di Ancona

"Falco, Pastore Tedesco di circa 6 anni, è arrivato in canile portato dalla Asl 8 di Civitanova, sceso dal furgone ha subito dimostrato atteggiamento di notevole aggressività (denti di fuori, bava, ringhi, tentativi di ribellione), sicuramente esaltato dalla cattura e dalla gestione, fino all'introduzione nel box, con la frusta. Ho deciso, che la cosa migliore per il cane, fosse interagire subito con noi per abbassare il suo livello di aggressività. Il cane, mostrava notevoli segni di irrigidimento e nervosismo, accompagnati da ringhi prolungati e profondi alla sola vista di una persona anche se a notevole distanza. Evidente l'impossibilità di farlo uscire dal box per la sgambata a causa dell'incertezza dei suoi comportamenti. Il ringhio è infatti sempre una chiara richiesta di aumentare la distanza sociale, e se per i cani da canile è impossibile capire se questo atteggiamento derivi da una errato imprinting o da un evento traumatico (es. la cattura e la chiusura in un box), è altrettanto impossibile poter decifrare se il ringhio possa concludersi con una vera e propria aggressione, oppure cadere nel nulla. Il nostro primo vero obiettivo, prima di capire e decidere se fosse possibile un intervento di recupero comportamentale per il cane (che a mio modesto parere dovrebbe essere un obiettivo di coloro che gestiscono un rifugio) fu quello di aumentare la qualità della vita del cane in canile.
Abbiamo lavorato su due livelli:
1- desensibilizzazione del cane alla nostra presenza anche a distanza ravvicinata;
2- ricondizionamento, facendo sì che la nostra presenza fosse solamente portatrice di cose positive per il cane (es. bocconcini), o comunque mai negative.
Questo ci ha permesso, relativamente in breve tempo, di far si che il cane non solo smettesse di ringhiare ma scodinzolasse alla sola nostra vista.
Il risultato di questo intervento ci ha portato a far uscire il cane dal box per la sgambata (ovviamente libero e senza l'utilizzo di guinzagli o corde), facendo si che sopportasse la nostra presenza senza eccessivi atteggiamenti di nervosismo. Il tutto è stato ottimizzato dalla gestione del pasto che il cane riceveva e consumava solamente una volta rientrato nel suo box.
A questo punto,valutati i notevoli progressi del cane, abbiamo deciso che fosse possibile intervenire ulteriormente. Esso infatti, purtroppo, rimane assolutamente intollerante al contatto fisico con persone, manifesta atteggiamente nervosi e sporadici ringhi, all'occorrenza si allontana. Per un primo momento ha manifestato anche atteggiamenti ossessivi compulsivi ( tipo rincorrersi la coda), al fine di scaricare lo stress.
Attualmente il cane non risulta ancora affidabile a nessuna famiglia, ma non sono certo da ignorare i segnali di miglioramento del cane. Nel nostro canile dove puo' esser seguito in modo particolare ha raggiunto una serenità che forse, nella vita prima del canile gli fu negata, infatti non escludiamo la possibilità che Falco fosse stato maltrattato e picchiato."

Il centro cinofilo La Cuccia di Ancona aderisce all'associazione APNEC, che nel proprio statuto stabilisce come prima regola il non ricorso a mezzi coercitivi.

Nella gestione del canile di Civitanova, la nostra associazione si avvale spesso della consulenza degli educatori cinofili de La Cuccia, e in quei casi di adozioni di animali con problematiche di comportamento è possibile avere una consulenza gratuita. La Cuccia inoltre pratica sconti sulle tariffe per i cani provenienti dal nostro canile che eventualmente necessitino di corso o di una terapia comportamentale.

 

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