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DESTINATI ALLA VIVISEZIONE SEQUESTRATI IN PORTO

OLTRE CENTO CANI

ANCONA FONTE: Il Corriere Adriatico 23/03/2007

Il sospetto della pratica barbara, senza cuore, della vivisezione è sbarcata ieri mattina al porto insieme alla nave dalla Grecia e il suo carico di cani in viaggio verso un destino infame. I carabinieri del Nas hanno avuto la soffiata giusta, e sono convinti di aver stroncato un traffico di animali da macellare per gli studi di laboratorio.


Lo scalo dorico è stato il porto del miracolo per un centinaio di Fido, che da migliori amici dell’uomo qualcuno voleva trasformare in cavie da sperimentazione. Erano stipati in scomparti all’interno di due Tir, avevano affrontato la trasferta non certo in prima classe.

Diverse le razze rappresentate, uno stesso stato di prostrazione fisica dopo diverse ore di navigazione. Parecchie altre ne avrebbero dovute affrontare in strada per arrivare fino alla Germania, dove - ritengono gli inquirenti - erano diretti.
Il loro calvario è rimasto per fortuna a metà, grazie alla segnalazione arrivata ai carabinieri del Nucleo anti-sofisticazioni e alla loro capacità di trasformarla nella maxi operazione di sequestro che si è protratta praticamente per tutta la giornata di lunedì all’ombra del Guasco.

I militari del Nas sono stati affiancati dagli esperti del servizio veterinario della Asl che insieme a loro, con professionalità e pazienza certosina, hanno verificato le condizioni sanitarie ed eseguito accertamenti sui certificati. Sono stati presi in esame uno ad uno. Controlli che hanno confermato i dubbi sull’anomalo trasporto, mentre la presenza di cavalli non è sembrata suscitare interrogativi riguardo alla regolarità.

Gli autisti dei camion sono stati segnalati alla procura, e dovranno rendere ragione del viaggi che stavano conducendo e che è rimasto impigliato nella rete dei controlli in porto. Ai carabinieri i camionisti hanno abborracciato una spiegazione nient’affatto convincente. Hanno sostenuto che i cani erano stati acquistati da non meglio precisati proprietari, ma a domanda specifica non hanno saputo dire chi fossero. I cani sono stati portati in una struttura vicina alla città in grado di accoglierli. In attesa per loro di una soluzione migliore.

Per approfondire http://www.bairo.info/traffici.html


 

COMBATTIMENTI CLANDESTINI FRA CANI
Anche nella nostra Regione sta dilagando il business del
vergognoso fenomeno dei combattimenti fra cani e delle scommesse clandestine, una disgustosa realtà a cui non possiamo assistere in silenzio. La nostra Associazione sarà sempre attiva contro questi crimini.
Riportiamo qui di seguito il recente articolo pubblicato dal Resto del Carlino:

CIVITANOVA: SEQUESTRATI UNDICI ANIMALI DI GROSSA TAGLIA
Arrestato giovane pescatore
CIVITANOVA : C’è anche un giovane pescatore civitanovese, Luigi Orsili di 27 anni, tra i 13 arresti eseguiti tra la nottata e l’alba di ieri in Calabria, Campania, Marche e Veneto a conclusione di una vasta indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia calabrese su un’organizzazione criminale dedita ai combattimenti di cani e relativo giro di scommesse.
I Carabinieri (quelli del Nucleo operativo civitanovese ed i loro colleghi giunti in Calabria) hanno suonato a casa Orsili, in pieno “borgo marinaro”, alle 4 del mattino, dopo aver aspettato che rincasasse. Nel corso di una perquisizione sono sarebbero state sequestrate alcune riviste, ritenute attinenti al filone d’indagine, e confezioni di medicinali ora al centro di analisi.
Poi i militari si sono spostati in campagna, nella zona dell’Itc di Civitanova Alta, dove in un casolare hanno trovato e posto sotto sequestro 11 cani di grossa taglia appartenenti ad Orsili, che sono stati affidati ora in custodia al padre di lui. Orsili è stato quindi accompagnato nel carcere anconetano di Montacuto a disposizione del Gip del Tribunale di Reggio Calabria che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare.
Con l’operazione “Fox” sono state applicate, per la prima volta in Italia, le nuove normative del codice penale contro il maltrattamento di animali ed il loro ignobile e disumano circuito dei combattimenti clandestini. L’indagine era partita da un’operazione che nel luglio del 2002 consentì ai carabinieri della Compagnia calabrese di Taurianova di catturare un pericoloso latitante della Piana di Gioia Tauro.
Oltre al sequestro di armi e droga, emersero indizi su un’attività di allevamento di cani da combattimento e su un giro di compravendite e scommesse. L’oraganizzazione, che si serviva anche di allevatori ed allenatori di Serbia, Croazia e Bosnia, teneva contatti anche attraverso alcuni siti Internet dedicati ai combattimenti di cani ed indirizzi e-mail, a lungo monitorati dagli inquirenti.
L’organizzazione curava anche una rivista ondine “Action” interamente dedicata agli incontri, alle scommesse e agli aquisti degli animali impiegati nei combattimenti, di cui era redattore uno degli arrestati.
I cani venivano selezionati in base alla discendenza, età e caratteristiche fisiche. Ne scaturivano ingenti guadagni per venditori ed allevatori. Le povere bestie venivano sottoposte a duri allenamenti, e vere e proprie torture per accrescere l’aggressività e perfino alla somministrazione di sostanze dopanti.

 

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